FormulaPass

Registro DPP europeo

Il Registro europeo è aperto. Per i cosmetici non cambia nulla.

Da luglio 2026 esiste un registro europeo dei passaporti digitali, e con esso una nuova ondata di comunicazioni allarmate rivolte anche ai brand cosmetici. Qui c'è cosa dicono davvero le norme, cosa comportano per te oggi e da quando ti riguarderanno.

Le date, senza interpretazioni

  1. 27 maggio 2026

    Sei standard europei

    CEN e CENELEC pubblicano gli standard orizzontali del passaporto — EN 18216, 18219, 18220, 18221, 18222 e 18223 — citati poi in Gazzetta Ufficiale dell'Unione il 15 luglio 2026. Disciplinano identificatori, supporti fisici, archiviazione, scambio dei dati e modello semantico.

  2. 20 luglio 2026

    Apre il Registro

    La Commissione apre il registro europeo e il relativo ambiente di test. Il Reg. di esecuzione (UE) 2026/1778, adottato il 16 luglio, è in vigore dal 6 agosto 2026.

  3. Poi, un settore alla volta

    Gli obblighi

    Gli obblighi di registrazione non scattano tutti insieme: nascono gruppo per gruppo, con l'atto delegato ESPR o la legge di settore che li introduce. Le batterie aprono la fila dal 18 febbraio 2027, per una legge loro (Reg. UE 2023/1542).

Il Registro non contiene i passaporti

È l'equivoco più diffuso. Il registro europeo non archivia i dati di prodotto: conserva gli identificatori univoci, i codici merceologici dei prodotti destinati all'immissione in libera pratica, un repository semantico e un registro delle operazioni.

Funziona come un elenco che associa l'identificativo del prodotto all'indirizzo del server dove il passaporto vive davvero. I dati restano dove li hai pubblicati.

Per registrare serve un'identità verificata

Chi deve registrare un passaporto lo fa come «operatore economico verificato»: l'identità si prova con gli strumenti previsti dal quadro eIDAS, e lo status ha una durata limitata nel tempo, dopo la quale va rinnovato.

È un passaggio che richiede tempo e un fornitore di servizi fiduciari: vale la pena saperlo adesso se vendi prodotti che avranno il passaporto obbligatorio, non se vendi cosmetici.

E quindi, per un brand cosmetico?

Il passaporto digitale nasce dall'ESPR, che lo introduce per gruppi di prodotto con atti delegati. Il piano di lavoro 2025-2030 della Commissione ne elenca sei — ferro e acciaio, alluminio, tessili, mobili, pneumatici e materassi — e la cosmetica non è tra questi.

Senza atto delegato non c'è obbligo di passaporto; senza obbligo di passaporto non c'è obbligo di registrazione, e non serve alcun sigillo elettronico qualificato. Per i cosmetici non c'è obbligo: un passaporto cosmetico oggi è volontario. Lo pubblichi perché i dati ti servono comunque per gli allergeni e per l'imballaggio, e perché averli in ordine adesso costa meno che rincorrerli dopo.

Chi ti vende il passaporto cosmetico come un adempimento del 2026 ti sta vendendo una scadenza che non esiste. Quelle che esistono sono altre: gli allergeni del Reg. (UE) 2023/1545 e l'imballaggio del PPWR. Sono queste che trattiamo.

Nel tessile invece ti riguarderà

L'abbigliamento è fra i sei gruppi prioritari: l'atto delegato è atteso nel 2027, con applicazione non prima della fine del 2028. Da quel momento i passaporti tessili andranno registrati, e chi li registra dovrà essere un operatore verificato.

La pagina dedicata al tessile spiega cosa FormulaPass gestisce già oggi sulla composizione delle fibre, che è legge da anni e indipendente dal passaporto.

Dove siamo rispetto agli standard

Gli standard EN 18216-18223 sono volontari, e nella pratica sono la strada riconosciuta.

Non rivendichiamo certificazioni che non abbiamo, e non diciamo di essere conformi a uno standard finché non lo siamo. Quello che facciamo oggi: il QR è leggibile da uno smartphone comune senza installare app, e i dati del passaporto sono strutturati campo per campo ed esportabili.

Preferiamo dirti cosa non è obbligatorio.

Poi ti mostriamo i due obblighi che hanno davvero una data, e come li gestisci senza reinserire nulla a mano.